Lo Shotokan è uno stile del Karate-do tradizionale giapponese. Le tecniche dello Shotokan non derivano dalla mera applicazione di forza fisica, sono armoniche e decontratte ma allo stesso tempo, piene di vitalità ed energia. L’allenamento tende allo sviluppo dell’energia interna (ki), al miglioramento delle qualità dell’essere umano e al raggiungimento della coordinazione di corpo e mente.
Lo Shotokan è secondo i suoi estimatori una forma di Budō, una via di auto-miglioramento, una filosofia di vita; non è semplicemente uno sport né una mera forma di autodifesa. Nel Karate sportivo i praticanti si allenano con l’obbiettivo di vincere coppe e medaglie dominando i propri avversari che, nella maggior parte dei casi finiscono per essere espressione della sola forza muscolare. Poiché questo contrasta profondamente con le finalità dell’allenamento, nello Shotokan si evitano le competizioni. Ciononostante, i praticanti che lo desiderano, possono partecipare a manifestazioni competitive a titolo di scelta personale.
Il termine Shotokan significa gruppo, collegio di Shoto (Shoto era lo pseudonimo usato dal maestro Gichin Funakoshi per firmare i propri poemi). La traduzione del termine Shoto è “onde di pino” e il maestro Funakoshi spiegò il motivo della scelta del termine nel suo libro Karate-Do – La mia strada di vita. Il Dojo in cui il maestro Funakoshi insegnava a Tokyo venne chiamato Shotokan (kan = casa, edificio), mentre Shotokai è il nome dell’associazione fondata nel 1935 dagli allevi del maestro per la diffusione del Karate-Do e per raccogliere fondi per la costruzione del dojo centrale a Tokyo. Poiché i suoi allievi provenivano dallo Shotokan, presto si confuse il nome della scuola con quello del suo metodo, che il maestro Funakoshi chiamava semplicemente Karate-Do. Il dojo centrale (Shotokan) e la casa del maestro appartengono oggi alla Nihon Karate-Do Shotokai Kyokai. Il maestro Funakoshi fu quindi fondatore del Dojo Shotokan e del gruppo Shotokai. Alla guida di quest’ultimo gli successe il maestro Shigeru Egami che continuò l’evoluzione del Karate quale arte marziale tradizionale fino alla forma che oggi è chiamata stile Shotokan.
Il Karate tradizionale, che fa capo alla Japan Karate Association, prevede, anche nel kumite, spostamenti effettuati senza sollevare i piedi da terra, scivolando nella direzione voluta, allo scopo di conservare la massima stabilità.

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